La Natura del Parco

Il lago protetto dalla Riserva Naturale Regionale ha una profondità media di 2,5 metri e una singolare forma a boomerang. Guide e depliant parlano anche di un'"isola galleggiante" e non è difficile scorgerla dai sentieri che circondano le sponde oppure anche dal belvedere del centro abitato. Si tratta in realtà di un intreccio di rizomi di cannuccia, torba e sfagni che i venti spostano entro un chiaro del canneto. Ha forma circolare, diametro di 30-40 metri e spessore medio di circa 3 metri.

Geologia

 La Riserva si estende per circa 400 ettari e comprende al suo interno la piana di Fibreno e le colline che si trovano di fronte al lago con le caratteristiche formazioni carsiche calcaree. L'origine carsica fa si che l'acqua del lago mantenga una temperatura costante di circa 10-11 °C nell'arco di tutto l'anno. Il lago è alimentato da numerose sorgenti provenienti dalle montagne del vicino Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise che hanno una portata di circa 900 litri al secondo. L'acqua del lago, assieme a quella proveniente dal fosso di Carpello e dal torrente Rio, confluisce nel fiume Fibreno che dopo qualche chilometro dal lago si getta nel Liri nei pressi di Isola Liri. L'attuale superficie del lago è di circa 0,277 km², il perimetro è di 4850 m, la lunghezza complessiva è di circa 1750 m, la sua larghezza massima di 320 m, la profondità massima di 15 m (sorgente Le Codigiane) mentre quella media di 2,7 m.

Flora

La posizione geografica dell'area si riflette in un popolamento vegetazionale del tutto peculiare, ricco di specie a gravitazione boreale che qui hanno trovato rifugio durante il rialzo delle temperature successivo all'ultima glaciazione. Ad esempio, qui si trovano le popolazioni tra le più meridionali di sfagno palustre, insieme alle più meridionali grandi estensioni lacustri di carice panocchiata. Naturalmente, l'impatto secolare delle attività umane ha segnato profondamente il paesaggio vegetale. Tra le specie censite, alcune sono considerate rare nel Lazio come la forbicina intera. Un'indagine specifica ha riscontrato la presenza di 77 specie di licheni. Il fondo del lago è formato da una vera e propria foresta sommersa di alghe e piante acquatiche. Nei pressi delle sorgenti si può trovare il crescione, utilizzato come alimento. Lungo tutto il suo perimetro è presente un canneto di circa 50 ettari formato dalla canna palustre a cui si accompagnano la canna domestica, l'erba sega comune, il marrubio comune, la canapa acquatica, la salicella, la tifa, il coltellaccio maggiore, la menta acquatica, il mentastro. Le specie arboree più comuni che si possono incontrare sono il salice comune, il salice da ceste, il pioppo e in alcune zone, soprattutto nei pressi delle abitazioni, il salice piangente. 

Fauna

Canneti estesi su oltre cinquanta ettari ospitano a primavera i nidi di molte specie di uccelli: l'avifauna censita finora comprende oltre cento specie tra cui anatre e falchi di palude, aironi e limicoli. Tra gli svernanti sono segnalati con una certa regolarità airone bianco maggiore, moretta tabaccata e albanella reale. La specie più importante della Riserva è un pesce, sconosciuto ai più e che in tutto il mondo vive solo qui: il carpione del Fibrieno, un salmonide – quindi parente stretto delle trote – ancora oggi dalle abitudini poco conosciute, adattato a vivere ed a riprodursi anche nei bui ambienti delle grotte carsiche subacquee in collegamento con le acque del lago. Vivono qui anche altre rarità come la trota macrostigma (presente in Sardegna e, nell'Italia peninsulare, solo qui e nel fiume Ninfa), il vairone e lo spinarello, il pesciolino dal ventre rosso acceso nei maschi nel periodo riproduttivo reso famoso dagli studi etologici di Konrad Lorenz. Nelle acque del lago e dei corsi d'acqua vivono anche il bel granchio di fiume e la nutria, mentre altri più elusivi frequentatori della riserva sono volpi e tassi, scoiattoli e ricci. Dieci le specie di chirotteri (pipistrelli) censite. Molti anche gli invertebrati di sicuro interesse, ben 27 specie di libellule (circa la metà di quelle del Lazio) e, a partire dal 2002, l'esotico gambero di fiume della Louisiana. 

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