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Crocifisso sommerso

Crocifisso sommersoDal 1977 in località Codigliane, nel punto dove si registra la maggiore profondità del lago, è stata posta, a protezione del bacino lacustre e di coloro che lo frequentano, una Croce. L’opera, realizzata dallo scomparso scultore Pino Bonavenia, in acciaio e platino, viene riportata in superficie il primo fine settimana di agosto di ogni anno nel corso di una suggestiva manifestazione, chiamata “Festa del crocifisso e del subacqueo”.
Associazioni di subacquei provenienti da diverse regioni d’Italia si ritrovano in questo punto suggestivo del lago per consegnare agli abitanti di Posta Fibreno la Croce che, dopo un anno, rivede la luce.
Il sabato sera la Croce viene portata in processione sulle acque del lago, lungo un percorso segnato da fiaccole, accompagnata da un corteo di barche e canoe. La mattina seguente, al termine della Messa officiata sulle sponde del lago, i sub, ognuno in rappresentanza del proprio gruppo partecipante, si immergono per riportare il simbolo cristiano nella sua collocazione originaria.
Per un altro anno, la Croce veglierà sul Paese dal fondo del Fibreno, cullata dalle onde e dal silenzio di uno dei laghi più belli d’Italia.

Laboratorio territoriale

Il Laboratorio Territoriale, nato grazie ad un progetto finanziato dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, è collocato presso una ex scuola elementare opportunamente riadattata. Dotato di un’aula didattica con supporti multimediali e di un piccolo laboratorio di scienze naturali, qualifica la fruizione dell’Area Protetta da parte di studenti di ogni ordine e grado, e contribuisce allo sviluppo di attività e programmi di educazione ambientale. Inoltre, presso tale struttura, eventuali ricercatori impegnati in attività di studio o collaborazione, possono soggiornare usufruendo della piccola foresteria.

L'isola galleggiante

Un fenomeno caratteristico del lago di Posta Fibreno, forse unico in Europa,  è  la presenza di un'isola galleggiante o come viene chiamata localmente “ La Rota”. Si tratta di un piccolo isolotto galleggiante di forma circolare che si sposta all’interno di uno specchio d’acqua, collegato al lago da alcuni canali.
Lo spostamento viene generato da due fattori: l’azione combinata del vento e il cambiamento della  portata delle sorgenti sotterranee presenti sul fondo. Questo movimento, durante le giornate di forte vento, è possibile seguirlo ad occhio nudo. 
La “Rota”, così chiamata localmente per la sua forma rotonda, ha un diametro di circa trenta metri. Nella parte centrale ha uno spessore di circa quattro metri. Si presenta come un cono con la punta rivolta verso il basso:quasi certamente venne originata da un’eccezionale corrente sotterranea che fece sollevare il fondo di torba, da quasi nove metri sotto il livello dell’acqua, più di 2000 anni fa.
Gli alberi presenti sull’isolotto hanno una crescita lenta rispetto a quelli piantati sulle rive in quanto, affondando le proprie radici in acqua, ne  traggono poco nutrimento. Sull’ isola, oltre a specie tipicamente colonizzatrici come il salice delle capre (Salix caprea) e il pioppo tremulo (Populus tremula), troviamo specie botaniche di indubbio interesse quali il carice falsocipero (Carex pseudocyperus), la serapide (Serapias sp.), la calta palustre (Caltha palustris).

 

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